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PARADOSSALE INDIFFERENZA VERSO LA NOSTRA ATTIVITA' ALL'INTERNO DELLE SCUOLE
28/04/2005 0.00.00
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Comunicato dell'Associazione PU.RI PARADOSSALE INDIFFERENZA VERSO LA NOSTRA ATTIVITA' ALL'INTERNO DELLE SCUOLE Abbiamo rifiutato l'invito di partecipazione ad un convegno sulla sicurezza stradale promosso in una sala della Camera dei Deputati. Ecco perchè: Ciao G., apprezzo molto ciò che stai facendo, ma non parteciperò ai lavori del convegno che stai organizzando a Roma. Non mi sentirei a mio agio, perchè mi troverei in contatto con rappresentanti istituzionali che dimostrano scarsa considerazione nei confronti del lavoro svolto dal mondo del volontariato più autentico. Non credo si tratti di esagerata suscettibilità o di orgoglio ferito. Si tratta di mancanza di rispetto per ciò che rappresentiamo e per ciò che facciamo: Il 15/03/2004 l'Associazione PU.RI. ha presentato al Ministero delle Infrastrutture rituale domanda per il riconoscimento di Associazione con comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale, ai sensi dell'art. 230 del codice della strada. In questo modo le nostre lezioni di educazione stradale sarebbero riconosciute valide, ad ogni effetto di Legge, per l'assolvimento dell'obbligo d'insegnamento dell'educazione stradale nelle scuole. Oltre ad allegare uno copiosa documentazione di sostegno, veniva fatto rilevare che alcuni ragazzi disabili, amici e familiari di vittime della strada aderenti all'associazione stavano svolgendo congiuntamente lezioni di educazione stradale sin dal 1998 (probabilmente è stata la prima esperienza del genere a livello non solo nazionale). NESSUNA RISPOSTA. Il 18/01/2005, dopo diverse telefonate, il sottoscritto ha sollecitato una risposta precisando che: "...Da qualche tempo i "docenti" dell'Associazione sono costretti ad operare con evidente imbarazzo, poichè, ad onta della loro pluriennale esperienza nel campo dell'educazione stradale, la loro attività non è ritenuta valida per l'assolvimento dell'obbligo d'insegnamento da parte delle scuole. Per quanto sopra esposto, l'associazione sta paradossalmente valutando l'opportunità di interrompere l'attività didattica, per dedicarsi ad altre iniziative legate alla sicurezza stradale...". NESSUNA RISPOSTA. Il paradosso risulta ancora più evidente se si considera che numerosi Istituti Scolastici non osservano l'obbligo d'insegnamento dell'educazione stradale e che l'approccio utilizzato dai "docenti" dell'associazione PU.RI. è estremamente originale, incisivo e coinvolgente. Il 13/04/2005 abbiamo inviato una email all'URP del Ministero dei LL.PP., seguita da un'altra email indirizzata ad un funzionario in cui si affermava "... Chiediamo gentilmente di farci conoscere con urgenza le determinazioni del caso, poichè in difetto e nostro malgrado assumeremo la decisione di interrompere quegli incontri che nel corso degli anni ci hanno fatto incontrare decine di migliaia di studenti...". NESSUNA RISPOSTA. I nostri "giovani docenti di educazione stradale" meriterebbero un riconoscimento Ministeriale di benemerenza (già inutilmente richiesto in passato, a loro insaputa) e non la colpevole ed umiliante indifferenza istituzionale con la quale si demotivano i loro entusiasmi ed il loro lavoro. Ecco perchè il nostro futuro impegno per l'educazione stradale nelle scuole sarà notevolmente ridimensionato. Ecco perchè desideriamo referenziare la nostra attività didattica con le seguenti credenziali: Qualche tempo fa abbiamo promosso una lezione di educazione stradale che probabilmente è stata la più importante e significativa a livello nazionale, poichè tenuta da ben nove docenti (prevalentemente ragazzi) e seguita da più di 600 studenti. A differenza di quanto spesso accade, il successo di quell'iniziativa non è dipeso da gadgets gratuiti per i partecipanti, dalla presenza di personaggi noti, dalla concessione di patrocini prestigiosi (rifiutati), da un supporto pubblicitario (nessun organo d'informazione aveva pubblicato la data della manifestazione nè aveva accettato l'invito di partecipazione) o da altri lusinghieri elementi di richiamo. Alcuni anni fa, in una lettera indirizzata ad una classe di studenti delle scuole medie superiori, scrivemmo: "..la Prof.ssa ... e la Preside .... ci hanno fatto pervenire la somma di ...., che avete raccolto con un'iniziativa che dovrebbe fare molto riflettere il mondo degli "adulti". Infatti dopo l'incontro che avete avuto con i nostri docenti di educazione stradale, avete istituito un salvadanaio nel quale avete versato le "sanzioni" a cui vi siete spontaneamente assoggettati quando pronunciavate qualche parolaccia o facevate altre cose "biasimevoli". Poi ci avete fatto pervenire il contenuto del salvadanaio. .. G r a z i e. Ci auguriamo che in futuro questa raccolta di fondi possa diminuire, poichè ciò significherebbe che in un altro salvadanaio personale avrete raccolto valori ben più preziosi". Il prossimo 12/05/2005 terremo in una piccola comunità del Trentino Alto Adige una lezione di educazione stradale molto particolare. Infatti l'incontro rappresenta la risposta che abbiamo voluto dare alla seguente lettera: "Ciao, siamo un gruppo di ragazzi di 17 anni. Abbiamo deciso di scriverVi per spiegare il motivo della nostra donazione (spedita in data 21/01/05). Poco tempo fa infatti la nostra comunità è stata scossa da una grave perdita che ci ha colpito la vigilia di Natale. Un nostro caro amico e compagno di scuola ci ha lasciati in un grave incidente stradale. Ci siamo cosi riuniti per cercare di superare questo dolore e abbiamo deciso di fare qualcosa di utile per ricordare Francesco. Siamo così venuti a conoscenza della Vostra associazione tramite internet.....". Con estrema franchezza, sono portato a pensare che anche su argomenti di importanza "vitale", come la sicurezza stradale, esistano assurdi sentimenti di gelosia e/o competitizione. E' immorale assistere passivamente alla disgregazione di associazioni giovanili che si sono costituite dopo una tragedia stradale nella quale ha perso la vita un caro amico. E' immorale negare il sostegno ad iniziative estremamente motivate per la creazione di centri di cura ed accoglienza destinati a persone disabili ed ai loro familiari. E' immorale disincentivare o contrastare l'attività svolta dal mondo del volontariato, per considerazioni d'immagine o per altre finalità non prioritarie. E' immorale fare gravare sul mondo del volontariato oneri che dovrebbero invece sostenere le Istituzioni Pubbliche inadempienti. Il mondo del volontariato ha tante sfaccettature ed è un bene che sia così. Dovremmo però coordinare meglio i nostri sforzi per acquisire maggiore autorevolezza. Ti faccio i miei più sinceri ed autentici auguri per la buona riuscita dei lavori. Auspico che, al di là delle tante chiacchere, i rappresentanti istituzionali presenti sappiano immedesimarsi in un ruolo che non è loro congeniale, poiché consiglio loro di recuperare quella fiducia che ormai tanti organismi no profit non hanno più nei loro confronti.
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