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Catanzaro? Informatica assurda!
09/10/2007 16.53.19
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Apprendo da "Porta a Porta" del 08 ottobre 2007 che è stato sottratto un PC appartenente ad un collaboratore del procuratore DeMagistris che conteneva documenti inerenti molte inchieste.Questa cosa mi spaventa moltissimo. È mai possibile che una procura della Repubblica abbia un apparato informatico peggiore di quello che ho implementato nal mio piccolissimo ufficio? Nel mio ufficio i documenti sono conservati su di un server e, come prevede la legge sulla privacy, sono presenti antivirus, firewall ed un sistema di backup che, con cadenza settimanale, effettua una copia su un supporto esterno. Come mai in una procura i file relativi ad una indagine non risiedono su di un server? Come mai non sono stati implementati dei, seppur minimi, sistema di prevenzione di eventi potenzialmente catastrofici come un furto? Non voglio, e non posso, entrare nel merito di questioni legali, ma voglio, e posso, entrare nel merito della questione "informatica" che, nonostante sia di vitale (nel vero e proprio significato lettrale) importanza è stata assurdamente trascurata. La gestione informatica della procura di Catanzaro è assurda. Riflettiamo bene sul fatto che domani un qualsiasi mafioso, ladro, politico, comune cittadino potrà violare, senza nemmeno la seppur minima conoscenza informatica, il sistema informatico di una procura, venendo così a conoscenza di nome e cognome di Carabinieri e Poliziotti che eseguono le indagini, di tutti i dati riservati relativi a coloro che sporgono denuncia, di tutti i collegamenti relativi ad eventuali indagini collegate. Il quadro è tetro, la questione di grande rilevanza, l'attenzione posta sulla questone minima. Siamo messi davvero male.
Scritto da:
Stefano Piantoni
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